Purtroppo c'è differenza tra sintomi e cause. Alcuni sintomi sono la disoccupazione, il precariato del lavoro, l'economia in difficoltà. Però le cause sono altrove e ben radicate come il fallimento di Mani Pulite nel mettere in carcere una casta di politici e industriali corrotti, che si sono spartiti i benefici i del boom economico anziché investirli nelle risorse che stavano depredando o gestendo male. La sconfitta della meritocrazia, della certezza della pena, della fiducia che le cose sarebbero continuate ad andare bene. Poi si aggiungono altre sfighe come un'immigrazione che non sappiamo gestire, l'educazione ormai in rovina, i cambiamenti climatici che devastano un territorio di cui abbiamo ampiamente abusato.
Sono tutte ragioni per cui un popolo dovrebbe fare una rivolta, ma sembra un'eventualità impossibile. I giovani con talento lasciano il Paese, ci impoveriamo del capitale umano che è la risorsa numero uno dell'Italia.
Senza traino economico e con al timone degli incapaci e dei furfanti l'Italia è un palloncino che si sgonfia. L'italiano medio, inerme davanti a problemi di cui ha comprensione vaga, cerca rifugio in una nicchia, un cantuccio in cui sentirsi sicuro e attendere tempi migliori.
C'è dell'ironia nello stare fermi in attesa alla vigilia degli sconvolgimenti mondiali, etici e tecnologici che ci attendono nei prossimi 20 anni. Sarebbe da fare qualcosa.
sabato 8 aprile 2017
Sarebbe da fare qualcosa
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