Per meglio scrutare l'abisso Italiano è opportuno averne una visione d'insieme. Il primo indicatore proposto, è la mancanza di lavoro, naturalmente. Senza un impiego o con un impiego precario non si può costruire un futuro e trovare un lavoro diventa ogni giorno più difficile come testimonia l'andamento del tasso di disoccupazione. Nel resto d'Europa è più facile trovare un lavoro, spesso con una retribuzione più elevata. Peggio di noi solo Spagna (24%), Croazia (16%), Cipro (15,3) e Portogallo (13,4%).
In un mercato globale dove la produzione viene delocalizzata ai paesi poveri non sviluppiamo la ricerca, che rimane cronicamente sottofinanziata, nè alleggeriamo la burocrazia che appesantisce le imprese superstiti. non ha strumenti finanziari per dare avvio alle proprie idee e una burocrazia di incompetenti fa il resto. Il Paese è in paralisi e vive erodendo la ricchezza accumulata in passato, mentre il resto del mondo va avanti.
