La produzione industriale è crollata del 25% al di sotto del livello pre-crisi, un crollo che ha colpito anche settori, come quello degli elettrodomestici, dell’auto e delle calzature, che sono stati a lungo la spina dorsale dell’industria italiana. In cinque anni sono fallite circa 60mila imprese facendo tornare la produzione industriale italiana ai livelli di fine anni '80. Difficoltà a cui contribuiscono anche una produttività stagnante e prezzi dell’energia fra i più alti in Europa; abbiamo i prezzi dell’elettricità “tra i più alti in Europa”, a causa di una “combinazione di pesanti tasse e imposte (le più alte in Europa) e di elevati costi di approvvigionamento (i terzi più elevati in Europa)”. Nonostante il costo della crisi, si sottolinea nel rapporto, la manifattura italiana vale ancora il 15,5% del valore aggiunto, leggermente al di sopra della media Ue (15,1%). Inoltre il settore manifatturiero è una “fonte essenziale di innovazione e competitività”, che contribuisce per il 70% della spesa privata in ricerca e sviluppo e rappresenta quasi l’80% delle esportazioni. La produzione industriale sta vivendo una ripresa “lenta e irregolare” ma dal 2011 la performance dell’export è stata “l’unica componente ad aver contribuito positivamente alla crescita”.
La produttività, si evidenzia nel rapporto dell’esecutivo di Bruxelles, è rimasta “sostanzialmente invariata, ampliando ulteriormente il divario con i principali concorrenti”. La crescita lenta della produttività “è in gran parte dovuta all’inefficienza nell’allocazione delle risorse”. E se il tasso di investimento in Italia è “paragonabile” a quello di altri Paesi dell’area dell’euro, il livello di efficienza del capitale è “più basso e in calo”. Il rapporto cita anche alcune recenti analisi, secondo cui “una delle cause della modesta crescita della produttività è che le riforme del mercato del lavoro si sono concentrate principalmente sulla flessibilità e hanno trascurato di affrontare le rigidità del meccanismo di determinazione dei salari”. A farci compagnia in questa situazione c'è la sola Spagna, che come l'Italia ha avuto un crollo del mercato interno e una modesta espansione delle esportazioni. Per approfondire: documento ISTAT "Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa"
